Il blog di Lorenzo Dellai

Programma

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PROGRAMMA DEL CANDIDATO PRESIDENTE
LORENZO DELLAI

PREMESSA:
Assieme alla coalizione che mi sostiene, presento un programma essenziale nella forma e chiaro nei contenuti fondamentali, come si chiede a chi si ricandida per la guida della comunità in un momento carico di incertezze ed inquietudini.
Ringrazio le elettrici e gli elettori per l’esperienza straordinaria che mi hanno consentito di vivere in questi cinque anni ed esprimo assoluta fiducia nella loro capacità di scegliere, il prossimo 26 ottobre, la proposta migliore per il futuro. Ringrazio le forze politiche della mia coalizione, con la quale mi impegno a lavorare collegialmente, rispettando e valorizzando il ruolo della politica. Ringrazio soprattutto le donne e gli uomini che hanno accettato di candidare nelle nostre liste, assicurando così al comune progetto la ricchezza di tante sensibilità culturali e sociali e mettendo la propria persona e la propria credibilità al servizio della comunità.
Si tratta di una coalizione fortemente innovativa, che va ben oltre gli esclusivi schemi nazionali e si configura come una proposta originale; costruita in Trentino e per il Trentino; composta da forze politiche a matrice nazionale ed a matrice territoriale che hanno avuto il coraggio di intraprendere una via nuova di collaborazione per corrispondere all’interesse della Comunità Trentina.
Rivolgo un appello sincero affinché chiunque abbia competenze e proposte da mettere a disposizione del nostro percorso, si faccia avanti ed assicuri il suo contributo di idee e di disponibilità. Il nostro progetto richiede l’apporto dei migliori talenti della comunità.
Solamente con il protagonismo e la partecipazione di molti, infatti, riusciremo a:
•    tenere unite le nostre comunità, rafforzando così l’anima della nostra Autonomia;

•    riconoscere i veri bisogni delle persone e delle famiglie, i bisogni più tradizionali ma anche quelli più nuovi e, dunque, difficili da cogliere;

•    rimettere in circolo la democrazia e far rinascere la passione per una politica rispettosa dei principi di sobrietà e trasparenza e innervata di rigore morale;

•    condividere la visione del Trentino tra vent’anni, quello dei nostri figli, e orientare su di essa tutte le energie pubbliche, private e collettive della comunità, sentendosi pienamente partecipi di una scommessa unificante.

I prossimi cinque anni saranno decisivi per la nostra Autonomia.
Essa va difesa di fronte agli attacchi che provengono, da molte parti, con disinformazioni e denigrazioni utili solamente a definire le responsabilità che noi esercitiamo da anni su quasi tutti i campi, come presunti privilegi dei quali noi saremmo ingiustamente beneficiari.
Noi non dobbiamo affatto giustificare perché siamo più autonomi degli altri, poiché il nostro assetto istituzionale è frutto della peculiare storia della nostra terra, la cui originalità è stata “riconosciuta” come “interesse nazionale”, internazionalmente tutelato.
La nostra autonomia speciale va difesa anche di fronte al cosìddetto “federalismo fiscale”, con il quale lo Stato intende rafforzare i poteri e le risorse finanziarie delle Regioni Ordinarie, venendo incontro soprattutto alle richieste pressanti di territori economicamente forti come Veneto e Lombardia.
Si tratta di un processo che va attentamente seguito, per cercare di ridurre al minimo i danni che esso comporterà alla finanza della nostra Autonomia.
Non basta però la pur doverosa azione di difesa.
Noi vogliamo valorizzare la nostra Autonomia come modello di convivenza, di coesione, di innovazione sociale e culturale.
L’Autonomia è per noi, prima di tutto, espressione di una società capace di auto-organizzarsi; ispirata dai valori della solidarietà; irrobustita dai principi della responsabilità personale e collettiva.
E, soprattutto, di una società ben consapevole delle proprie radici ma nel contempo proiettata nel futuro

Un territorio si interpreta, infatti, guardando avanti, verso quello che vogliamo essere ed avere. Non c’è futuro senza scommessa, facendo pesare troppo il timore di perdere quello che già si è e si ha.
Compito della politica è perciò aprire prospettive di sviluppo pur in un mondo dove trovare spazio è certamente più difficile e meno scontato che in passato.
Ma proprio per questo vogliamo un Trentino che pensi e lavori, unito, considerando le opportunità che ancora ci sono, e sono molte, piuttosto che soppesando, rimanendone prigioniero, i timori e le paure di chi guarda solo al presente.
Vogliamo investire i prossimi cinque anni per promuovere uno sviluppo che sia al tempo stesso crescita economica, inclusione sociale, rispetto per il territorio, nuovo benessere per tutti e contemporaneamente attiva solidarietà per chi è più debole.
Per questa ragione, prima di indicare i punti programmatici con i quali vogliamo distinguere il nostro progetto, intendiamo evidenziare cinque progetti trasversali intorno ai quali chiamare a raccolta le migliori energie del Trentino.

Sviluppare l’economia.
Ci concentreremo su competitività, produttività, ricerca e innovazione. Lo sforzo sarà quello di rendere visibile e coordinato l’insieme degli strumenti a disposizione delle imprese, puntando su una governance adeguata per cultura e organicità.

Sviluppare la competitività territoriale.
Lavoreremo per l’efficienza del sistema Trentino dal punto di vista delle infrastrutture, della qualità della burocrazia, dell’integrazione dei servizi, della messa in circuito di tutte le risorse del nostro territorio.

Sviluppare le risorse umane.
Garantiremo un investimento straordinario e continuato, a partire dalla scuola materna, per promuovere la scoperta e la valorizzazione dei talenti, evitando la rincorsa perpetua alle inadeguatezze. Analoga attenzione sarà riservata a tutte le opportunità di alta formazione dopo il corso degli studi e lungo l’intero arco della vita lavorativa.

Sviluppare l’inclusione sociale.
Punteremo su nuove misure a favore delle fasce più deboli, ma presteremo particolare attenzione alla “fascia centrale” delle nostre famiglie, che fatica sempre di più a rapportarsi con la caduta del potere di acquisto di stipendi e salari e con modelli culturali che mettono in crisi i rapporti intergenerazionali.

Sviluppare la risorsa territoriale.
Perseguiremo una visione unitaria di investimento sul territorio, che sappia declinare utilizzo e tutela intelligente, tenendo conto che il pregio ambientale, in Trentino, non è solo un vincolo, ma anche una risorsa da giocare in modo nuovo ed originale, svolgendo un ruolo responsabile per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici e per evitare ulteriori perdite di biodiversità.

DIECI IMPEGNI FONDAMENTALI

Cinque anni per crescere insieme lungo le strade dello sviluppo e della responsabilità, che possano fare del Trentino un territorio che guarda al futuro, ma che conosce e ama il passato da cui proviene. Siamo consapevoli che il nuovo si costruisce con l’immaginazione e con il coraggio, ma anche reinvestendo quello che oggi siamo perché possiamo godere non solo dei risultati che abbiamo prodotto direttamente, ma anche di quelli che hanno prodotto coloro che ci hanno preceduto. Saldare passato e futuro è il compito di una buona politica che guarda al proprio territorio come ad un patrimonio da rispettare, da coltivare e da far evolvere con l’impegno e con l’entusiasmo di un’identità sempre a due facce: quella che i nostri padri ci hanno trasmesso e quella che noi vogliamo ancora costruire.

1.    ESSERE SOGGETTI DI UN’AUTONOMIA DELLA RESPONSABILITÀ

L’idea
La nostra autonomia speciale è il frutto delle battaglie delle generazioni passate e noi vogliamo che continui ad essere una risorsa per quelle che verranno. La difesa e la promozione della nostra autonomia costituiranno pertanto premessa fondamentale  della nostra azione politica ed istituzionale. Ma perché l’autonomia non sia e non appaia ragione di privilegio è necessario partire dal presupposto che un Trentino cresciuto è tenuto ad assumersi le responsabilità conseguenti. Per questo bisogna valorizzare l’autonomia della “responsabilità”. Ciò significa saper investire questa risorsa straordinaria in maniera coraggiosa per il futuro del Trentino e per il futuro dell’intero Paese e renderla condivisa e partecipata da tutti.

I progetti
➢    Costruire un accordo globale con lo Stato, attraverso specifiche norme di attuazione dello Statuto, a fronte del progetto di federalismo fiscale. L’accordo deve difendere le nostre prerogative e le nostre risorse finanziarie, concordando tuttavia la nostra partecipazione al nuovo sistema di finanza pubblica nazionale attraverso l’acquisizione di nuove competenze e deleghe operative a parità di risorse. Tra esse in particolare quelle relative alle modalità e alla autonomia nel prelievo fiscale.

➢    Avviare, d’intesa con Bolzano, il processo di riforma del nostro Statuto, da inviare al Parlamento dopo che sia stata sancita la regola costituzionale dell’intesa.

➢    Costruire l’Euroregione con Bolzano ed Innsbruck, quale primo passo per una forte intesa istituzionale alpina, che rafforzi il governo del territorio alpino nei confronti delle Nazioni e dell’Unione europea.

➢    Diffondere e qualificare nelle scuole e all’interno della collettività l’educazione civica e la conoscenza della storia locale, in raccordo con i processi storici globali, dei principi costituzionali e autonomistici, della consolidata consuetudine all’autogoverno che connota la nostra “costituzione materiale”.

➢    Valorizzare le minoranze linguistiche ladina, mochena e cimbra, dando completa attuazione alla nuova legge provinciale e favorendo innanzitutto l’uso della lingua minoritaria quale presupposto per la difesa della diversità culturale delle popolazioni interessate.

2.    FAVORIRE LA DEMOCRAZIA, LA TRASPARENZA E L’EFFICIENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. RILANCIARE IL PROTAGONISMO COMUNITARIO

L’idea.
Una Pubblica Amministrazione partecipata, efficiente e trasparente ed una società civile libera, forte, protagonista sono i due pilastri della nostra Autonomia.
Sotto il primo profilo, lavoreremo alla riforma delle istituzioni e degli apparati pubblici, rilanciando i principi di partecipazione e rafforzando l’idea che chi opera all’interno della Pubblica Amministrazione (politico o funzionario) deve sentirsi realmente al servizio dei cittadini e delle imprese. Solo così sarà possibile recuperare un più forte rapporto di fiducia tra cittadini e apparati politici e attraverso di esso sostenere chi opera con correttezza e sanzionare chi approfitta del potere per finalità diverse dall’interesse generale. Sotto il secondo, saremo sempre più a fianco delle organizzazioni del volontariato e dell’associazionismo, le quali costituiscono la vera spina dorsale della comunità.

I progetti
➢    Proseguire nel lavoro iniziato con il primo “rapporto sulla qualità della democrazia”, completando la ricognizione degli elementi di criticità e avviando la sperimentazione di procedure innovative di democrazia partecipativa.

➢    Attuare la Legge Provinciale di Riforma Istituzionale puntando a snellire l’apparato della Provincia e a costituire Comunità di Valle snelle ed efficienti, vissute dai Comuni come una occasione per migliorare i servizi; condividere la pianificazione; far crescere un più marcato spirito di appartenenza al territorio; stimolare la partecipazione dei cittadini e delle forze sociali ed economiche.

➢    Rivisitare, nell’ambito del processo di attuazione della riforma istituzionale e, ove necessario, in sede di revisione dello Statuto, i meccanismi di funzionamento democratico delle istituzioni, per bilanciare il ruolo degli esecutivi, valorizzare le funzioni di indirizzo e controllo delle assemblee, stimolare e garantire la partecipazione dei cittadini, sperimentare un nuovo assetto gestionale dei piccoli Comuni.

➢    Rafforzare la sensibilità e gli strumenti (anche informatici) a favore della trasparenza nella Pubblica Amministrazione, in particolare attraverso la sollecita attuazione della nuova Legge Provinciale in materia di appalti pubblici e attraverso opportune misure organizzative orientate a rafforzare i momenti di garanzia e ad evitare conflitti di interessi.

➢    Operare, per un progressivo snellimento delle procedure, per una radicale semplificazione nei rapporti con cittadini ed imprese, per l’utilizzo sempre maggiore delle nuove tecnologie informatiche nella gestione degli atti amministrativi; a questo fine, potenziare tutti gli interventi per far crescere l’orientamento all’utenza e il principio del buon senso da parte dei dipendenti pubblici.

➢    Riscoprire ove possibile le antiche regole comunitarie e la pratica della gestione collettiva come assunzione diretta di responsabilità delle comunità.

➢    Sperimentare, nelle comunità della montagna, forme di autogoverno capaci di superare gli schemi burocratici di oggi.

➢    Rimuovere gli ostacoli, anche minimali, per la piena valorizzazione del volontariato, superando vincoli e condizionamenti, investendo su di esso in termini di libertà e di fiducia, promuovendo ogni iniziativa utile a motivare e a formare “nuovi volontari”. Riproporre urgentemente il disegno di legge già presentato alla fine di questa legislatura riguardante la riforma del sistema di Protezione Civile, riconfermando in particolare il ruolo del volontariato pompieristico e delle altre organizzazioni che, assieme alle strutture permanenti, costituiscono una grande esperienza da tutti invidiataci.
3.    ESSERE PROMOTORI DEL FUTURO DEI GIOVANI

L’idea
Il Trentino, come ogni altro territorio del Paese, ha bisogno di guardare al futuro con gli occhi della componente giovani che di esso costituirà l’anima portante. Ci attende una stagione nella quale dobbiamo far crescere ancora di più la grande tradizione di qualità della scuola, della formazione, delle politiche a favore delle nuove generazioni. In particolare dobbiamo trovare le forme e i modi più adeguati per mettere i giovani in una condizione positiva di relazione con gli altri, togliendoli dal rischio di isolamento che oggi vita famigliare e tecnologie tendono a produrre, incentivando un individualismo rischioso e mortificante.

I progetti
➢    Ripensare i servizi rivolti alla popolazione da zero a sei anni, garantendo più opportunità, flessibilità, integrazione, ma soprattutto sostenendo l’individuazione e la coltivazione dei talenti sin dalle età iniziali. Investire di più e meglio fino a sei anni significa diminuire potenzialmente le disparità future.

➢    Procedere alla revisione dei piani di studio della scuola; alla elaborazione di un contratto per gli insegnanti radicalmente nuovo, dal reclutamento alla formazione, alla valorizzazione professionale; sostenere l’innovazione didattica e sperimentare nuove modalità di rapporto educativo con gli allievi a rischio di esclusione sociale; potenziare l’offerta di periodi di studio all’estero e iniziative specifiche per i talenti di eccellenza.

➢    Rafforzare l’integrazione di sistema tra istruzione e formazione professionale, qualificando soprattutto filiere formative collegate con la valorizzazione delle vocazioni economiche del territorio.

➢    Consolidare l’offerta di Alta Formazione, orientata a sostenere i quadri intermedi delle aziende, nelle specializzazioni derivanti dalla concertazione con le parti sociali.

➢    Accrescere, anche attraverso specifica Norma di Attuazione, la portata dell’Accordo di Programma con l’università per sostenerne l’evoluzione qualitativa, sia nella didattica che nella ricerca, l’integrazione con il sistema degli enti di ricerca, l’internazionalizzazione, il rapporto positivo e utile con il nostro sistema economico.

➢    Portare a sistema e consolidare l’insieme delle politiche giovanili: fondo per borse di studio e prestiti sull’onore; soggiorni all’estero; centri giovanili territoriali; progetti di zona e tavoli di lavoro per i giovani studenti, professionisti e imprenditori. Potenziare tutte le opportunità che stimolino la partecipazione dei giovani alla vita civile e alla assunzione di responsabilità nei confronti della comunità, anche attraverso il servizio civile volontario o la condivisione di esperienze formali o informali, di cittadinanza attiva.

➢    Aprire una stagione straordinaria di promozione dell’associazionismo giovanile sotto ogni forma e con tutti gli attori disponibili sul territorio, in considerazione del fatto che oggi i giovani stessi sono prigionieri di una socializzazione povera, in cui ha perso peso in maniera determinante la funzione di famiglia e scuola e ha guadagnato enormemente l’influenza del gruppo dei pari, ma non quella altrettanto necessaria di un polo educativo – associativo organizzato.

➢    Offrire ai giovani occasioni per maturare capacità di difesa rispetto ai nuovi pericoli derivanti dagli stili di vita che rischiano di diffondersi (uso di droghe e di alcool; cattiva alimentazione; carenza di motorietà; deficit di consapevolezza nell’uso delle nuove tecnologie).

➢    Puntare sulle opportunità di crescita della personalità dei giovani attraverso esperienze di solidarietà (come ad esempio il Servizio Civile Volontario) o attraverso la conoscenza e la frequentazione dell’ambiente montano.

➢    Sostenere la grande tradizione dello sport trentino, sul piano agonistico ma soprattutto su quello sociale; sostenere il volontariato sportivo; attuare pienamente il protocollo d’intesa sottoscritto con il Coni trentino, frutto del lavoro del “tavolo dello sport”.
4.    ESSERE OLTRE OGNI DISCRIMINAZIONE DI GENERE CHE LIMITI LA POTENZIALITA’ DELLE DONNE

L’idea
Abbiamo bisogno di un Trentino “a trazione integrale”, nel quale il ruolo della donna possa pienamente contribuire alla qualità della democrazia, allo sviluppo economico e alla crescita sociale. Il primo ostacolo per questo obiettivo è costituito dalla ancora insufficiente concreta realizzazione del principio delle pari opportunità tra uomini e donne, specie nel campo lavorativo. Vogliamo che il Trentino recuperi rapidamente questo handicap sia nel campo delle attività professionali che in quello sociale e politico.
Un Trentino che voglia essere terra di reale uguaglianza, deve promuovere un insieme di attività educative e di servizio per superare ogni discriminazione di genere e per attuare i principi costituzionali e liberare tutte le potenzialità delle persone, oltre ogni condizionamento.

I progetti
➢    Potenziare il numero e la flessibilità dei servizi forniti alla famiglia, nelle sue diverse forme, ivi comprese le sempre più diffuse situazioni monoparentali con figli. In particolare va accresciuta l’accessibilità ai servizi per l’infanzia.

➢    Diffondere le buone pratiche nel campo della conciliazione fra tempi di vita delle famiglie e tempi di vita delle imprese. Va avviato un programma straordinario di “modulazione” delle prestazioni lavorative delle donne, che tenga conto delle loro necessità variabili così come si manifestano lungo la vita attiva In particolare, devono essere considerati i bisogni legati al primo inserimento, al lavoro part time in occasione dell’educazione dei figli minori, al rientro successivo nel mercato del lavoro, all’eventuale riqualificazione a cavallo o dopo i cinquant’anni di età.

➢    Lanciare un progetto di presenza della componente femminile all’interno degli organismi di governo di enti e società collegate della Provincia autonoma di Trento, attraverso una quota “obbligata” di un terzo dei Consigli di amministrazione riservati alla componente femminile (sul modello norvegese che peraltro prevede il 40% in tutte le società pubbliche e private).

5.    ESSERE SOSTENITORI DEGLI ANZIANI

L’idea
La crescita del numero degli anziani anche nella società trentina e il progressivo consolidamento delle condizioni economiche, sociali, di salute e di autonomia personale contribuiscono a disegnare la figura dell’”anziano attivo”. Per questo bisogna ripensare la nostra politica verso la terza età lungo due filoni paralleli e compresenti: quello dedicato a sostenere ed anzi a promuovere un’anzianità attiva e quello dedicato a sostenere la componente anziana fragile e non autonoma.
Quanto più riusciamo a prolungare l’autonomia della componente matura della società tanto più facciamo crescere le opportunità di esercitare una piena cittadinanza, liberando tra il resto risorse utili a sostenere la parte fragile della terza età.

I progetti
➢    Lanciare una serie di iniziative destinate a sviluppare le attività per le persone anziane sul piano del lavoro, del volontariato, della vita di relazione (centri di informazione e di orientamento; attività specifiche di formazione e riqualificazione; sostegno per le iniziative di start up aziendale e associativo da parte di persone anziane attive).

➢    Predisporre una serie di politiche e di servizi diretti a sostenere gli anziani temporalmente non autonomi o stabilmente non autonomi, garantendo per i primi un successivo reinserimento nella zona della maturità attiva ed assicurando ai secondi un insieme di aiuti diretti a loro e alle loro famiglie per meglio affrontare le malattie di lunga durata o le situazioni invalidanti permanenti.

➢    Attivare un programma straordinario di compartecipazione ad un fondo per le malattie invalidanti che deve coinvolgere responsabilmente tutti i cittadini sin dalla giovane età, così da produrre risorse adeguate nell’assistenza di quanti saranno soggetti a malattie di lunga durata o a situazioni invalidanti permanenti.
6.    ESSERE PARTNER DI CHI INTRAPRENDE

L’idea
Viviamo in un’epoca di grande incertezza economica globale e tutto lascia intendere che le difficoltà non saranno superate nel breve periodo. Il Trentino si misura con le criticità, ma anche con le opportunità del ciclo globale. Per questo c’è bisogno che tutta la comunità, con le sue istituzioni, si concentri con grande impegno sulle strategie per lo sviluppo economico. La nostra autonomia speciale, considerata storicamente soprattutto nella sua funzione di strumento per mettere a buon frutto, attraverso buone politiche di spesa, le risorse prodotte dal territorio, dovrà essere sempre di più considerata come un grande volano per sostenere lo sviluppo e produrre, perciò, quelle risorse necessarie per la qualità dei servizi e per la vita dei cittadini.
Ciò significa essere concretamente vicini a chi intraprende, affinando gli strumenti di sostegno, creando un clima favorevole a chi investe, rimuovendo il più possibile gli ostacoli anche burocratici che spesso mortificano la voglia di fare.
Oggi però, la competizione non è più solo tra imprese: è tra sistemi territoriali. Per questa ragione dobbiamo considerare il Trentino come una “piattaforma produttiva” entro la quale le imprese possano trovare ciò che loro serve per competere sul piano della qualità. Risorse umane; ricerca; supporti alla internazionalizzazione; infrastrutture fisiche e telematiche; moderna finanza di impresa e sistema del credito orientato allo sviluppo; una pubblica amministrazione amica dell’impresa, efficiente, snella; relazioni sindacali coerenti con le sfide produttive.

I progetti
➢    Riequilibrare il peso della Provincia e delle sue strutture e società nel comparto economico, valorizzandone le funzioni di supporto strategico, ma liberando, nel contempo, sempre maggiori spazi ed opportunità di sviluppo per l’impresa privata.

➢    Rivedere il sistema dei servizi pubblici alle imprese con l’obiettivo di un alleggerimento delle procedure amministrative e una fluidificazione dei rapporti tra Pubblica Amministrazione e impresa. L’azione amministrativa va ripensata come supporto all’azione dell’impresa, anche attraverso agenzie di carattere semiprivatistico che operino con strutture di incentivo tali da rendere selettive le proprie azioni, con interventi che permettano di realizzare “chiavi in mano” la localizzazione di attività produttive, l’accesso ai mercati esteri, la ricerca di qualifiche lavorative, lo scouting di innovazioni, e altri analoghi servizi avanzati.

➢    Avviare un piano generalizzato di risparmio energetico negli edifici pubblici mirato allo sviluppo, tramite la leva della domanda pubblica, di un’offerta di prodotti e servizi innovativi capace di generare effetti di rete diretti e indiretti nel tessuto produttivo. Lo spostamento di quote consistenti di bilancio pubblico verso il risparmio energetico può avere effetti importanti sulle imprese, anche di nascita/attrazione di nuove imprese disposte ad investire nel settore.

➢    Rivisitare il sistema di incentivazione all’impresa per premiare le attività a più alto valore aggiunto e coerenti con gli obiettivi di sviluppo del territorio, modulando l’erogazione dei contributi e dei sostegni in funzione del contenuto (stimoli all’innovazione di prodotto, stimoli alla crescita dimensionale, stimoli a progetti innovativi con impatto sull’espansione all’estero delle imprese) e adottando forme che incentivino le variazioni verso l’alto di specifici fattori come occupazione, esportazione, spesa in R&S.

➢    Incentivare le imprese impegnate a sviluppare processi produttivi e prodotti a minore impatto ambientale, a più ridotto consumo di materie prime e di energia, a più alta capacità di recupero e riutilizzo dei materiali a fine vita utile.

➢    Introdurre una nuova modalità di finanziamento diretto delle imprese (trasferimenti rapidi e di importo contenuto, ad es. voucher) dedicata esclusivamente all’acquisto di servizi qualificati relativi a processi di innovazione, preventivamente definiti e monitorati rispetto ai requisiti di qualità.

➢    Mettere in atto iniziative, opportunamente concordate con le imprese e con le organizzazioni di rappresentanza degli interessi, volte all’aggiornamento e alla riqualificazione della forza lavoro adulta e anziana, anche di quella con livelli formali relativamente elevati di scolarità.

➢    Dare continuità all’azione intrapresa nel corso della precedente legislatura di riorganizzazione del sistema della ricerca e dell’innovazione, confermando gli investimenti pubblici nel settore e sviluppando ulteriormente strumenti selettivi di incentivazione legati al merito e alla valutazione dei risultati ottenuti. Il sostegno pubblico alla ricerca e all’innovazione dovrà inoltre favorire processi di agglomerazione, al fine di raggiungere una scala o dimensione adeguata alle risorse a disposizione, secondo un disegno di sistema.

➢    Estendere l’esperienza del distretto sull’edilizia sostenibile (Habitech) ad altri settori dell’economia trentina, facilitando i processi di aggregazione in filiere integrate in cui le singole imprese possano trovare condizioni più agevoli per rafforzare la propria competitività e capacità innovativa.

➢    Specializzare Trentino Sviluppo nella funzione di cerniera della filiera ricerca-innovazione, sviluppando una specifica professionalità nella gestione di processi fondamentali del sistema locale di innovazione.

➢    Operare, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti, per valorizzare la recente acquisizione del controllo locale sulle centrali idroelettriche, puntando ad una pubblic company  partecipata da imprese e cittadini risparmiatori.

7.    ESSERE AMICI DELL’AMBIENTE

L’idea
Le consolidate tradizioni della nostra terra ed insieme i rischi derivanti dalle condizioni globali del pianeta ci spingono a rimettere al centro delle nostre attenzioni la responsabilità verso l’ambiente, con il quale dobbiamo recuperare un rapporto di rispetto e di equilibrio. Oltreché un dovere etico e civile verso le nuove generazioni, ciò rappresenta anche la vera opportunità per il futuro, posto che il Trentino non può che avere uno sviluppo fondato sulla qualità e sulla valorizzazione delle proprie risorse ambientali.
Tuttavia essere amici dell’ambiente non toglie la responsabilità di pensare attivamente allo sviluppo futuro del Trentino che deve saper convivere con le risorse straordinarie che ha a disposizione ed anzi deve saper inventare le strade per creare nuova ricchezza proprio grazie alla crescita di una “economia verde”.

I progetti
➢    Accompagnare, potenziando le iniziative culturali e le conoscenze tecniche, l’attuazione del nuovo piano urbanistico provinciale, valorizzandone l’impostazione rigorosa soprattutto in tema di paesaggio, di aree agricole di pregio, di ambiti territoriali protetti; di qualità dell’aria e dell’acqua e sperimentando iniziative di riordino e recupero della qualità territoriale ove compromessa.
Frenare la perdita di bio-diversità nell’arco alpino, valorizzando anche il ruolo delle aree protette.

➢    Sostenere le iniziative dei comuni volte ad attivare reti ambientali, secondo le vocazioni dei luoghi e con la partecipazione della comunità, attuando la Legge Provinciale 11/2007.

➢    Investire, in termini scientifici e imprenditoriali, nel campo delle energie alternative.

➢    Elaborare un piano di legislatura orientato al recepimento dei protocolli della Convenzione delle Alpi e alla predisposizione di misure adeguate in relazione al cambiamento climatico.

➢    Sostenere l’iniziativa del distretto “energia e ambiente”, in particolare puntando ad un’ edilizia di nuova concezione, a basso impatto ecologico e privilegiando la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente.

➢    Lanciare un programma straordinario diretto a sviluppare iniziative imprenditoriali nel campo dell’industria verde e dei servizi ad essa collegati, in modo da creare una buona saldatura tra promozione dello sviluppo e temi ambientali; completare la rete delle piste ciclabili; sostenere l’uso dei prodotti biologici e locali, rafforzando tutte le iniziative a favore della “filiera corta”.

➢    Potenziare le forme di sostegno alle imprese agricole di montagna, in particolare per interventi di conservazione, cura, mantenimento e ripristino del paesaggio e dei suoi elementi caratteristici.

➢    Proseguire nell’attività di informazione e formazione dell’opinione pubblica in modo che cresca la sensibilità e si rafforzi la responsabilità delle persone e delle componenti sociali in tema di risparmio energetico; puntare alla riduzione della produzione di rifiuti ed alla crescita della quota di raccolta differenziata, secondo gli obiettivi del piano provinciale.

➢    Rilanciare il patrimonio alpinistico (sentieri e rifugi) e avviare l’attività della “Accademia della Montagna” del Tonale, intitolandola alla figura di Bruno Detassis.

➢    Approvare una legge provinciale in tema di tutela degli animali, previo confronto con le associazioni del settore.
8.    ESSERE AFFIDABILI NELLA SICUREZZA

L’idea
Sicurezza è poter vivere in una comunità nella quale nessuno si senta solo nei momenti di difficoltà; di disagio materiale o psicologico; nella quale nessuno si senta un numero indifeso rispetto alla competizione e alla precarietà, così come di fronte ai reati, piccoli o grandi che siano, che turbano la tranquillità delle nostre comunità o a comportamenti che creano allarme sociale. Per questo, coerenti con le grandi tradizioni sociali della nostra terra, riproponiamo l’idea di autonomia come grande progetto per un Trentino inclusivo e coeso, capace di superare le paure e di sconfiggere le solitudini.

I progetti
➢    Aiutare concretamente le famiglie, in modo particolare quelle numerose, attraverso misure fiscali, servizi, politiche tariffarie, supporti formativi ed informativi, accordi tra le parti sociali, in modo che esse possano svolgere con maggiore serenità la propria funzione sociale essenziale.

➢    Mettere al centro, in ogni politica, il diritto dei bambini ad un’infanzia sicura e protetta, organizzando in modo coerente i tempi di vita della società, estendendo i servizi all’infanzia e riducendone gradualmente il costo per le famiglie.

➢    Scommettere sulla possibilità che il Trentino divenga il territorio europeo più a misura di persone diversamente abili, attraverso lo sbarrieramento generalizzato degli spazi e degli edifici e la qualificazione di tutte le misure e dei servizi per la piena espressione del loro diritto di cittadinanza.

➢    Potenziare l’assistenza domiciliare per le persone con limitato grado di autosufficienza e predisporre strutture abilitate ad erogare servizi di accoglienza “temporanea”.

➢    Utilizzare tutti gli strumenti di sostegno al reddito dei nuclei familiari del ceto medio, particolarmente esposti ai rischi di impoverimento: in particolare, potenziare le iniziative di monitoraggio sull’andamento dei prezzi; proseguire nella politica di riduzione selettiva delle tariffe dei servizi pubblici fondamentali; riproporre anche per il 2009 le misure di sostegno per le famiglie, a fronte dell’aumento del costo del riscaldamento domestico, predisposto per il 2008.

➢    Garantire il diritto alla casa attraverso alloggi pubblici, edilizia agevolata, abitazioni a canone moderato, misure speciali per i giovani, politiche urbanistiche orientate contro la speculazione e le distorsioni del mercato immobiliare.

➢    Considerare ormai strutturale e necessaria per il nostro sviluppo la presenza di cittadini stranieri regolari, i quali devono rispettare le regole e i doveri verso la Comunità che li ospita ed ai quali si devono garantire i diritti di cittadinanza.

➢    Costruire una politica attiva del lavoro di nuova concezione, orientata alla personalizzazione degli interventi per i residenti da un congruo periodo, utilizzando a pieno le competenze regionali in materia previdenziale e quelle provinciali in materia di formazione e di lavoro:
-    ampliare la partecipazione al mercato del lavoro di donne, giovani e persone in età matura attraverso politiche miranti a ridurre le rigide separazioni tra tempo del lavoro e tempo del non lavoro;
-    istituire un’indennità di disoccupazione anche per i soggetti alla ricerca del primo impiego, destinata a giovani di età inferiore a 30 anni, senza altre fonti di entrata e proveniente da famiglia a basso reddito, condizionata alla ricerca attiva di un impiego e all’accettazione di quello eventualmente offertogli dai servizi pubblici per l’impiego;
-    elevare il sussidio ordinario di disoccupazione al 60%-80% dell’ultimo salario o stipendio percepito ed estenderlo a 12 mesi, a condizione di intraprendere un percorso attivo di ricerca dell’impiego attivato dai servizi pubblici della Provincia;
-    sostenere mediante integrazioni la costituzione volontaria da parte di lavoratori con contribuzioni insufficienti, occupati con qualsiasi contratto e indipendentemente dal settore di attività, di un fondo pensionistico integrativo.

➢    Costruire un nuovo patto per la salute, rispettoso delle esigenze gestionali ma orientato alla partecipazione, alla responsabilità degli operatori, alla condivisione degli obiettivi; una sanità garantita da una rete senza periferie, nella quale il cittadino non si senta “utente” ma “socio” di una impresa collettiva, capace di garantire in tempi adeguati le prestazioni necessarie, accorciando le liste d’attesa, da basarsi su tempi certi e noti al cittadino.

➢    Cooperare con lo Stato e le sue organizzazioni allo scopo di prevenire e reprimere i comportamenti illegali e socialmente pericolosi, potenziando il progetto trasversale per la sicurezza del territorio e la legalità. Attuare la legge provinciale in materia di sicurezza, valorizzando tutti gli strumenti per la prevenzione ed il monitoraggio dei fenomeni legati alla sicurezza e completando la attivazione della rete di Polizia locale con attività anche notturne.
La collaborazione con lo Stato potrà essere ulteriormente rafforzata – in questo campo- attraverso l’eventuale trasferimento alla Provincia di attività e competenze attualmente in capo alle strutture statali, allo scopo di responsabilizzare ulteriormente l’Autonomia sul tema della sicurezza dei cittadini e del rispetto della legalità.

➢    Sperimentare forme di informazione integrata degli interventi di polizia locale, finalizzate alla prevenzione, conoscenza e gestione di fenomeni di degrado, disordine, micro-criminalità, anche rafforzando la messa in rete delle centrali operative.
9.    ESSERE CITTA’ E VALLI, UN UNICO TRENTINO

L’idea
Come tutti i territori, specialmente quelli di montagna, il Trentino ha di fronte una duplice sfida: garantire collegamenti rapidi ed efficienti per la mobilità di persone, idee e merci e, al tempo stesso, evitare che questa necessità comprometta la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini. Per vincere questa doppia sfida occorre usare con equilibrio la pur necessaria opzione viabilistica ma investire fortemente su una logistica territoriale di nuova concezione, proiettata verso l’utilizzo di tecnologie a basso impatto ambientale. Va dunque completato il disegno di riordino della viabilità di connessione fra asta dell’Adige e valli, con soluzioni ragionevoli e sostenibili, ma nel contempo va aperta una grande stagione di investimenti sul trasporto collettivo, soprattutto ferroviario.
Nel contempo, occorre fare ogni sforzo per incentivare la permanenza delle persone nelle valli e nei paesi di montagna, favorendo soprattutto la diffusione capillare dei servizi (anche con modalità sperimentali) e stimolando le opportunità di lavoro e di impresa in loco.

I progetti
➢    Completare, nel corso della legislatura, la qualificazione della rete viabilistica principale.

➢    Completare la posa della rete provinciale in fibra ottica e attivare i collegamenti di ultimo miglio con le tecnologie disponibili.

➢    Progettare ed avviare la realizzazione di un nuovo sistema di collegamento ferroviario capace di connettere i vari territori della provincia.

➢    Sperimentare, nelle zone a maggiore domanda di mobilità residenziale o turistica, forme di trasporto alternativo a basso impatto ecologico.

➢    Operare affinché servizi pubblici, privati e opportunità di lavoro non siano concentrati nei nuclei abitati principali, ma trovino modalità di radicamento, in forme anche innovative, su tutto il territorio, secondo un principio di policentrismo e sostenere in modo speciale le attività economiche insediate o che si insediano nelle zone di montagna, anche ricercando presso l’Unione Europea forme straordinarie di deroga alle normative comunitarie.
10.    ESSERE IN RETE COL MONDO

L’idea
Il Trentino non è un’isola. Deve recuperare la propria memoria e rafforzare la propria identità, ma nel contempo deve aprirsi senza paura alla dimensione globale, cogliendo pienamente le opportunità derivanti dalla stagione delle interdipendenze. Del resto, il Trentino è sempre stato sensibile e attento alla dimensione internazionale: si tratta ora di rafforzare questa propensione, rendendola organica e costante e di tradurla in concrete iniziative ed opportunità.

I progetti

➢     Rafforzare i rapporti del Trentino con Paesi e Regioni europei, nonché con le istituzioni comunitarie ed internazionali.

➢    Valorizzare le positive esperienze sorte in Trentino, a livello scientifico e sociale, nel campo della cultura della mondialità, della pace, dei diritti umani.

➢     Consolidare e qualificare i rapporti con i trentini emigrati nel mondo, puntando soprattutto sui giovani e sulle opportunità di scambio reciproco con la realtà locale.

➢    Costruire una politica trasversale e continuativa per l’internazionalizzazione del Trentino nei campi della scuola, dell’università e della ricerca, della cultura, dei settori economici; rafforzare gli strumenti di sistema e le iniziative “comuni”.

➢    Predisporre un piano straordinario per l’apprendimento di almeno una lingua straniera rivolto alla generalità dei cittadini, incentivando la frequenza di corsi e periodi di apprendimento all’estero.

➢    Conoscere ed insegnare ad utilizzare a tutte le età le nuove tecnologie informatiche e di comunicazione ed il software libero.

➢    Sviluppare il protagonismo del Trentino rispetto ai flussi internazionali che attraversano il proprio territorio. In particolare, potenziare gli strumenti di corresponsabilizzazione del nostro territorio nel progetto della nuova ferrovia del Brennero e attuare le previsioni del nuovo piano urbanistico, con la metodologia lì indicata, in tema di corridoi di collegamento con le regioni vicine.

➢    Proseguire nelle iniziative di sostegno alle associazioni trentine operanti nella “cooperazione allo sviluppo”; attivare il centro di formazione per i volontari; sostenere le esperienze di studio e di formazione sulle problematiche internazionali.

➢    Praticare modelli di monitoraggio della qualità dei servizi basati su confronti sistematici con le realtà europee più avanzate.

LE RISORSE FINANZIARIE

Lo scenario di previsione per la finanza provinciale per la prossima legislatura deve tenere conto dei seguenti fattori:

➢    L’economia mondiale continua ad essere in forte difficoltà, per effetto del triplice shock avvenuto nel settore immobiliare, nella finanza e nel mercato delle materie prime, soprattutto energetiche.

➢    L’Italia non fa eccezione; di recente il governo ha addirittura lasciato trasparire che la riduzione delle tasse prevista nel DPEF sarà dilazionata nell’arco della legislatura, cioè nei prossimi quattro anni, una volta superata la crisi economica in atto nel mondo.

➢    Ben maggiore impatto sulla finanza provinciale potrebbe avere l’attuazione del processo di riforma in senso federale della struttura dello Stato conseguente alla riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione.

➢    Il nuovo modello di federalismo fiscale può essere semmai l’occasione per sviluppare nuove frontiere, in primis sul versante dell’autonomia tributaria. In tal senso, nel nuovo sistema dovrebbe essere possibile ampliare la gamma degli strumenti per l’attuazione di politiche finanziarie di sviluppo e sostegno economico (in luogo di contributi finanziari potranno, ad esempio, essere concessi crediti d’imposta con evidenti effetti di automatismo e di semplificazione delle procedure); parimenti, potranno essere attuate politiche di sostegno a favore di settori in difficoltà o di settori/categorie meritevoli di particolare considerazione, ovvero politiche finalizzate al perseguimento di significativi progetti di sviluppo attraverso riduzioni di aliquote e/o esenzioni d’imposta.

➢    In termini positivi, la finanza provinciale potrà comunque contare sull’incremento del gettito fiscale locale derivante dall’avvenuta costituzione sul territorio provinciale delle società partecipate dalla Provincia per la gestione delle centrali idroelettriche già di proprietà di Enel e di Edison, con conseguente devoluzione al bilancio dei tributi erariali connessi a tale attività.

Le considerazioni appena svolte in ordine all’evoluzione della finanza provinciale nel corso della prossima legislatura dovranno necessariamente determinare un rigoroso approccio all’attività di programmazione che confermi e rafforzi i punti di forza della finanza provinciale.

Il riferimento sul versante delle entrate va in particolare a:

➢    la difesa dell’autonomia finanziaria. Gli sviluppi della riforma costituzionale sopra menzionata, con il connesso procedere del federalismo fiscale, e la possibile rivisitazione complessiva dei rapporti finanziari Stato-Regioni, dovranno essere monitorati con attenzione allo scopo di evitare la violazione o lo svuotamento di disposizioni statutarie poste a garanzia dell’autonomia finanziaria provinciale.

➢    Le azioni per lo sviluppo dell’imprenditorialità privata. In considerazione della correlazione diretta tra prodotto interno lordo e risorse del bilancio provinciale, dovuta al sistema di finanziamento basato sulla devoluzione dei tributi erariali, appare fondamentale attivare ogni intervento utile allo sviluppo del tessuto economico locale. Gli interventi disposti sulla base della disciplina normativa provinciale dovranno essere calibrati ed indirizzati in modo da garantire un ritorno in termini di crescita generale dell’economia provinciale. In tal senso, la strategia incentivante degli interventi sulle aliquote dei tributi propri (IRAP in primis) a favore delle imprese virtuose dovrebbe essere ribadita e rinforzata.

Il riferimento sul versante delle spese va invece a:

➢    La prosecuzione dell’azione di razionalizzazione della spesa corrente, che nella legislatura 2003-2008 ha registrato tassi medi annui di crescita pressoché dimezzati rispetto alla legislatura precedente (3,2% rispetto ad un corrispondente valore annuo del 5,9% della legislatura 1998-2003).

➢    Il mantenimento di una struttura equilibrata del bilancio, con un’incidenza della spesa corrente non superiore al 60% dei volumi complessivi.

➢    La salvaguardia degli ingenti flussi di investimento pubblico. Un livello straordinariamente elevato degli investimenti pubblici rappresenta uno dei punti di forza della finanza provinciale. E’ fondamentale il ruolo e l’importanza degli investimenti nel fornire una maggiore crescita del sistema, attesa la comprovata correlazione tra spesa di investimento e sviluppo economico a livello regionale/provinciale, per innalzare la produttività del sistema economico e corrispondere alle esigenze di modernizzazione e sviluppo dello stesso.

➢    La conferma di un elevato volume di risparmio pubblico, che viene originato dalla manovra di bilancio annuale della Provincia. Nonostante la previsione di una sostanziale stazionarietà della finanza una quota significativa delle risorse, superiore al 30% delle entrate correnti, non è  utilizzata per la copertura delle spese correnti, ma concorre a titolo di risparmio pubblico al finanziamento della spesa di investimento.

➢    Il contenimento delle dotazioni di personale e la razionalizzazione delle strutture organizzative.

➢    La piena operatività degli “strumenti di sistema”, (Cassa del Trentino, Patrimonio del Trentino, Trentino Riscossioni, Informatica Trentina, Centrale Acquisti), che assumono fondamentale rilevanza per il coordinamento e il governo del sistema pubblico provinciale.

➢    Il mantenimento del rating della Provincia: le agenzie Moody’s e Fitch Ratings, che avevano già attribuito alla Provincia nel 2002 il più alto rating nella graduatoria nazionale, a fine 2006 e inizio 2007 hanno rivisto al rialzo il giudizio, elevando il rating della Provincia alla tripla A, il più alto valore di apprezzamento assegnabile a qualsiasi entità pubblica o privata in Italia e nel resto del mondo. Il mantenimento di un elevato rating assicura significativi vantaggi in quanto migliora l’immagine della Provincia nel contesto nazionale e internazionale e rappresenta un utile strumento di “marketing territoriale”, consente di fruire delle migliori condizioni per la provvista finanziaria non solo della Provincia, ma anche degli enti collegati, degli enti locali e delle società controllate, infine aiuta a mantenere comportamenti virtuosi in quanto l’ente deve confermare anche negli esercizi successivi le positive performance che hanno motivato la valutazione iniziale.

Attraverso questo intreccio virtuoso di misure sul fronte dell’entrata e su quello dei criteri per la spesa, possiamo pensare di poter disporre, anche per la prossima legislatura, di una significativa dotazione di finanza pubblica.
Sono peraltro evidenti i segnali che denotano la chiusura del ciclo espansivo delle risorse pubbliche provinciali, così come evidenti sono i rischi, come sopra accennato, connessi con le trasformazioni del sistema nazionale.
A fronte di questo scenario, il programma che presentiamo, ma più in generale le sfide che attendono il Trentino, richiedono la disponibilità di significative risorse finanziarie attraverso le quali movimentare l’economia e qualificare la vita sociale e civile del Trentino.
Dunque, accanto ad una corretta valorizzazione della finanza pubblica occorre che entrino in gioco in modo più significativo risorse finanziarie private e collettive. Dalla attivazione di fondi pubblico-privati per il sostegno della finanza di impresa, al finanziamento congiunto di programmi e progetti di investimento di particolare valenza strategica; dal coinvolgimento di risorse non pubbliche in ambiti di attività oggi esclusivamente presidiati dalla Pubblica Amministrazione, fino alla attivazione di un grande progetto territoriale capace di mobilitare in modo unitario le disponibilità dei soggetti bancari, finanziari ed assicurativi aventi radicamento trentino: attorno a questi ed altri analoghi strumenti ci impegneremo a chiamare a raccolta tutte le energie disponibili della comunità, al servizio di un rinnovato progetto di crescita economica e di sviluppo sociale del Trentino.

8 Commenti

8 risposte finora ↓

  • P.S. // Ottobre 13, 2008 a 8:12 pm | Replica

    Buongiorno Presidente,
    personalmente mi auguro che lei venga rieletto (e pensi che il mio orientamento politico non è esattamente il suo) in quanto io valuto le persone e non i marchi.
    Quello che le domando, relativamente alla situazione del nostro Trentino, è se non crede che un eccessivo protezionismo del territorio non rischi un impoverimento culturale dello stesso?

  • lorenzodellai // Ottobre 14, 2008 a 9:41 am | Replica

    Salve P.S.
    Il protezionismo eccessivo è nemico del territorio così come la globalizzazione senza regole e senza rispetto per l’identità. Noi siamo per la globalizzazione “sostenibile” e per la promozione di una identità “aperta”.

  • charlie // Ottobre 22, 2008 a 4:13 pm | Replica

    caro Lorenzo, evado dal tema programmatico per tornare al ‘famoso’ nome della tua nuova cara mucca: opterei per LORELAI (scritto alla trentina invece che nell’originale tedesco LORELEI); ilmotivo della scelta, che spero apprezzerai, risiede nel fatto che il nome è pieno di significati, in quanto c’è il Lorenzo e pure il Dellai!!!

    ciao ed in bocca al pupo.

  • soraruf giuseppe // Novembre 2, 2008 a 9:33 pm | Replica

    Spett. Dellai
    Volevo chiedere a lei cosa ne pensa della questione Marmolada, e cosa prevede il suo
    il suo programma in merito.
    Distinti saluti
    Soraruf Giuseppe

  • lorenzodellai // Novembre 4, 2008 a 9:30 am | Replica

    Giuseppe
    la Marmolada è una risorsa straordinaria per tutti: per i fassani, per i Ladini Dolomitici, per tutto il mondo.
    La nostra idea è di comporre un piano integrato che la valorizzi sotto tutti i profili: quello storico, quello naturalistico, quello turistico.
    Per questo servono interventi equilibrati e ragionati.
    Lorenzo

  • “L’insegnamento di Dellai” e “Libertà religiose minacciate” « Due Notizie // Novembre 19, 2008 a 6:21 pm | Replica

    [...] del Trentino. Peculiarità che, ad esempio, hanno spinto Dellai a scrivere il suo illuminato programma in tre lingue: ladino, mocheno, cimbro. Ma – e qui sta il grave errore di fondo – soprattutto [...]

  • simonrtta // Dicembre 6, 2008 a 4:06 pm | Replica

    Leggo con piacere al punto 3 del suo programma questo interesse per uno stile di vita sano. Mi auguro che vengano ripristinati i fondi tagliati nella precedente legislatura ai progetti salute rivolti alle scuole ed in particolare venga ripristinato il percorso di prevenzione alle tossicodipendenze…la” peer to peer education” è un sogno che qualsiasi operatore della scuola sa difficilmente realizzabile, ma costa poco!
    Grazie per l’attenzione
    Simonetta
    PS scusi la mia sfacciataggine, ma non ho trovato sul vocabolario “motorietà” meglio “motricità” o “attività motoria”

  • giuliano // Gennaio 18, 2009 a 9:38 am | Replica

    Buongiorno Presidente. Ogni tanto fa bene rileggere e rifare il punto. Almeno per combattere la dispersione e tenere la rotta. Così oggi ho riletto, ho rinnovato passione , ho consolidato adesione e persino partecipazione . Mi trovo però a trasmetterLe un mio commento, magari ovvio, già ampiamente condiviso, ma che voglio sottolineare, perchè è sempre attuale: si tratta del difficile “passaggio dal dire al fare”. Abbiamo una rotta e un ammiraglio con la sua Tavola Rotonda, la Coalizione; abbiamo anche dei Tavoli Quadrati, dove si definisce tra le parti la Programmazione, il PUP, gli Accordi di Programma, …. Purtroppo ci difetta l’ Attuazione. I vari Capitani pubblici e privati a cui affidare questi compiti della realizzazione dei programmi si muovono con difficoltà. Perchè? A mio avviso, non è solo la burocrazia lenta, ma gli stessi processi, siano essi pubblici, privati o misti, non hanno in sè il rispetto dei Tempi. In breve, mi pare che noi Trentini siamo belli, bravi e buoni, ma un po’lentoni :-) . Ci difetta cultura? Metodo? Nella mia esperienza, per lo più fuori provincia, ho imparato un metodo operativo che rispetta i principi della partecipazione , anzi se ne avvale, perchè è persino trasversale e multispecializzata; un metodo che non è dirigistico, ma può essere valido esempio di democrazia popolare, tavolo di dialogo e confronto, ma che sa poi trasferire i programmi in realizzazione concreta nei “tempi previsti”. E’ cultura e pratica del Time Management che ci manca ? In mondi sempre più competitivi il timing è fondamentale. Un albergatore di Lugano che aveva raddoppiato l’albergo scalpellinando a mano 20.000 mc di roccia sul Lago, pericolosamente a fianco di altre abitazioni, alla mia ammirata sorpresa ha risposto: “Quì siamo in Svizzera. Approvati i programmi, si va avanti con precisione cronometrica.” Mi piacerebbe dire lo stesso del Trentino: focus, zoom, zac&tac. L’esperienza di cui Le volevo parlare riguarda però il metodo di management giapponese, quello che è partito dai Circoli della Qualità (cfr. Galgano in Italia), quello che consentì al Giappone di fare un immenso salto di qualità nello sviluppo industriale e qualitativo, un metodo di integrazione tra Top down e Bottom up, che anche nelle mie aziende mi ha concesso di fare progressi operativi e nello stesso tempo sviluppo dei Quadri. Un giorno ho letto che Lei aveva iscritto i Funzionari a corsi della TSM. Bisognerebbe proseguire su questa strada. Accelerare, ma trovare anche il modo di aggregare ai suoi Funzionari anche gli Operatori, i Quadri trentini. Credo che Associazioni Industriali, Università, Enti e Unioni, condividano l’obiettivo e desiderino partecipare. Credo che però necessiti una sferzata , un intervento Top down, un vero Programma etichettato dall’alto, che ci faccia diventare un po’ meno lentoni nel decidere, nell’eseguire, nel misurare e quindi rilanciare. E’ dimostrato che due terzi dei grandi , elefantiaci, progetti, sono stati realizzati con la formula del passo-passo, rispettando però il timing. “Mangiare un Elefante si può, basta farlo a fettine”. Fondamentale è però ritmare le piccole azioni e rispettarne i tempi di attuazione ad ogni costo. No rinvii, deroghe, ritardi e scuse. Si fa con quello che c’è nel momento in cui siamo. Con determinazione giapponese,oserei dire.
    O no?
    :-)
    Cordialmente / gg “dal dire al fare”

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