Un serio progetto politico democratico, liberale, popolare, di cambiamento e buongoverno.

L’Italia vive una stagione difficile. La crisi è superabile, e non è impossibile unire la maggioranza degli italiani intorno alle decisioni che portino il paese sulla strada giusta.
Ma la politica non ce la fa.

La politica non è tutto: una società aperta, un’economia dinamica, istituzioni sane possono vivere anche quando la politica è in crisi. Ma in Italia siamo nel mezzo di una Guerra dei Quindici Anni che si ostina a non finire; che, anzi, continua a radicalizzarsi e sta sfibrando le istituzioni, l’economia, il tessuto sociale. Senza la capacità della politica di guidare, mediare, unire, non saranno sufficienti l’impegno, gli sforzi, i sacrifici degli italiani che intraprendono, difendono la dignità del loro lavoro, tengono duro.

Occorre dire una verità: le due attuali parti contrapposte non ce la fanno. La destra ha un capo indiscusso (con un potere mediatico, economico e finanziario senza precedenti), una larga maggioranza in Parlamento, significativi consensi popolari; eppure, non riesce a realizzare le decisioni e le riforme necessarie. L’opposizione imperniata sul PD non ha un’originale cultura politica e non propone un’alternativa credibile. La risposta per il paese non può venire dal populismo di destra, che è uno dei maggiori pericoli per le nostre società, in special modo nelle sue componenti xenofobe; né da una sinistra socialdemocratica, un’esperienza che ha un valore storico, ormai esaurito.

Occorre tirare le conseguenze da questa verità, se vogliamo realizzare una moderna democrazia dell’alternanza. Impegnarsi per non accrescere l’asprezza del conflitto: la maggioranza degli italiani non condivide che esso degeneri in disprezzo, confusione e inconcludenza. Non basta;
occorre costruire una nuova offerta politica: c’è un largo spazio di opinione insoddisfatta e di potenziali consensi per chi sappia rappresentare in modo credibile l’interesse generale e organizzare le nuove opportunità del futuro.

A questa larga parte dell’Italia va proposto un serio progetto politico democratico, liberale, popolare, di cambiamento e buongoverno.

Massimo CACCIARI

Giuliano DA EMPOLI

Lorenzo DELLAI

Linda LANZILLOTTA

Vilma MAZZOCCO

Roberto MAZZOTTA

Andrea MONDELLO

Francesco RUTELLI

Bruno TABACCI

Elvio UBALDI

Giuseppe VITA

15 risposte a Un serio progetto politico democratico, liberale, popolare, di cambiamento e buongoverno.

  1. Un bel progetto, di cui mi sembra si sentisse la mancanza; e alcuni degli 11 sono una “garanzia” … bene, buona partenza e via!!!

  2. Caro Lorenzo, noi a Napoli siamo pronti a sostenere questo cammino. Siamo in tanti e siamo certi che questa sia la strada giusta. Ti rimprovero amichevolmente solo il tuo silenzio da quando ci siamo riuniti insieme afgli altri amici popolari a Roma. Per il resto andiamo avanti!
    Gennaro Salzano

  3. Caro Lorenzo,
    leggo con un pò di perplessità questo ennesimo manifesto pieno zeppo di propositi e slogan, come oramai ci siamo abituati.
    E la mia perplessità cresce quando leggo il tuo nome accomunato a quello di persone che con te, per fortuna, non hanno a che fare.
    Vorrei ricordarti che tu appartieni al Trentino e alla sua tradizione e alla sua cultura! Tu sei un De Gasperi nei tempi moderni, una sorta di Aldo Moro del fare concreto che ha fatto sì che Trento e il trentino diventassero una delle più belle realtà di questa nazione. Mai e poi mai gente come Alcide e Aldo si sarebbero sognati di creare l’ennesima espressione partitica che francamente qui nessuno vuole! Ti ricordo che Francesco Rutelli in passato prese la tua idea di Margherita e la snaturò utilizzandola semplicemente come facciata per un partito centralista. Ma soprattutto Rutelli è uno tra i tanti che in passato ha avuto la possibilità di fare tutto ciò che ora proclama ma che non l’ha fatto, compreso evitare che l’italia avesse un presidente del consiglio così! E non dimenticarti che sempe Rutelli ha perso più volte nelle competizioni politiche ma è sempre lì, come tanti lui non se ne va! No Lorenzo, non cancellare tutto ciò che di buono avevi creato, non permettere che il tuo Trentino subisca il ciarpame politico che interessa la nazione. Alcide non l’avrebbe mai fatto! Grazie

  4. MARCO VITTORIO BROLL

    Carissimo Presidente, io le scrivo dal lontano Messico, dove lavoro e risiedo da anni. L’interesse per lo che accade nella mia bella Italia mai mi ha abbandonato in questi 10 anni.
    Con tristezza devo ammettere che la situazione politica in Italia é preoccupante. La mancanza di valori é forte, il non rispetto delle istituzioni é impressionante. Lei ha un giorno sottolineato che non possiamo non si deve perdere la speranza, non lo hanno fatto i nostri genitori, i nostri nonni, a magior ragione non dobbiamo farlo noi. La nostra situazione é sicuramente meno impegnativa di quella che hanno affrontato i nostro genitori o i nostri nonni.
    Noto con piacere, che qualcuno non solo si é accorto del malessere che molta gente a verso comportamenti ,che nel privato sono parte della propria libertá personale, sono un bene che alcuni usano bene o male, ma che comunque sono nel diritto di esercitare a proprio piacimento ,prendendosene poi le responsabilitá, ma fa anche la differenza dove queste libertá personali non possono sposarsi con cariche istituzionali.
    Credo che bene facciate a sottolineare che la politica nulla puó se non vi é dietro un tessuto sociale che voglia i cambiamenti.
    piccoli mondi, come le imprese ,la familia, la scuola ecc,ecc. Si, la politica é la forma di aggruppare i problemi

  5. MARCO VITTORIO BROLL

    e darne la soluzione. Forse qualcuno no vuole dirlo , ma la politica é la somma di varie idee, che un lider sa portare avanti, sa concretizzare. Qualcuno pensa che la politica invece sia solo la propria idea che si deve portare avanti. Attenzione, attenzione, molta attenzione si deve porre quando avvengono queste cose. Questo é il comportamento , no di un lider , ma di un dittatore.
    E credetemi, visto da lontano, qualche nostro governante , purtroppo nonpare cosí democratico.
    Un saluto e sottoscrivo questo documento .

  6. elena baiguera beltrami

    Carisssimo Presidente,
    l’impianto dell’Euregio verso nord e il progetto a livello nazionale fanno di Lei un politico a tutto tondo, ma concordo sul fatto che la compagnia dev’essere di primo ordine. Altrimenti presto o tardi si cadrà nel solito tranello dei compromessi, del pacchetto di voti al di sopra di tutto. Al costo di metterci più tempo e più fatica la mia opnione è di selezionare molto scrupolosamente i compagni di viaggio. Da una trentina ad un trentino un sincero AVANTI TUTTA E IN BOCCA AL LUPO.

  7. Signor Dellai,
    ho letto con interesse quanto ha esposto in questo messaggio, e con ancor più interesse le risposte che ha ricevuto nei commenti: risposte che significativamente si allineano ad una sfiducia nelle impostazioni di partito e alla disillusione per le buone proposte che tendono ad essere solo una facciata.
    E’ un timore pienamente giustificabile, tanto più che se in Italia c’è una crisi, e c’è da tempo, questa riguarda principalmente la perdita di significati che ha subito la politica, tanto nel populismo berlusconiano tanto nell’appiattimento di una sinistra che non sembra saper fare altro che dire NO a quanto il PdL propone per un Sì.

    Il caso del Trentino, regione in cui sono nato e vivo, sembra a me mirabile, ma anche difficile da esportare al di fuori delle nostre valli, dato l’ambiente ristretto e per così dirre ‘protetto’ in cui si è sviluppato. Conoscere di preciso cosa serva per il bene dell’Italia è forse troppo, ma innanzitutto bisogna riscoprire non cosa serve al paese in senso lato, ma osservare le piccole difficoltà in cui incespica quotidianamente la gente. La riscoperta della serietà nella politica non nasca dalle parole, ma dai fatti, nelle utili attenzioni per il pase e nella loro realizzazione, più che in mille parole.

    A scriverle è una persona che, in piena coscienza, si sente di Destra e di appartenere ad una tradizione che vuole recuperare il nesso tra valori e modelli di vita e impegno sociale, lontana dal populismo che ha ben evidenziato.
    Ciò detto, le accordo la mia stima.

  8. Beh.. … che dire?
    http://blog2piazze.blogspot.com/2009/10/dellai-il-grande-enorme-centro.html

    Articolo meno logorroico ma significativo!

    Saluti!

  9. Mi rifiuto di pensare che i vari commenti siano di persone “normali” Vuoi vedere che gli amici e gli amici degli amici sono gia partiti con la campagna elettorale ? Ma io dico, questa gente li legge i giornali? Ma vi rendete conto che a dar retta ai giornali tutti i giorni il “purtroppo nostro” presidente dovrebbe spiegare qualche cosa ai suoi elettori, che non siano le solite logorroiche elucubrazioni pseudo politiche.
    Ma lo sapete quanto ci costa questa casta? Quanto ci costerà la casta prossima a venire, mi riferisco alle comunità di valle che ancora non esistono e gia ci costano una badilata di soldi (leggi tasse mal spese che tutti siamo tenuti a versare ?) Niente, da parte del “nostro” nessuna giustificazione—–ma fatemi il piacere. Un buon governante si confronta con i propri elettori (leggi datori di lavoro) anche fuori campagna elettorale, il Lorenzo NO …….meditate gente meditate prima di incensare chi non lo merita, e non venitemi fuori con la solita storia del populismo, della demagogia, pecoroni (con tutto il rispetto per i pecoroni)
    PP uno dei tanti disillusi

  10. Cosa vedono le mie pupillone?? Il webmaster di questa ‘casa’ che cita Poldino??? Glielo dico subito
    8equi
    DC

  11. oohohohohhhhhhhhhohhohoho el uebmaster che ne fa publizità. Grazie caro

  12. Spero proprio che si apra una nuova fase politica.

  13. Mi piacerebbe sapere il significato della costruzione di un “nuovo partito” . lei scrive che la “socialdemocrazia” è “storicamente” superata – ma mi scusi COS’E’ la socialdemocrazia, e dove esiste? sta parlando di quella svedese, che è molto diversa da quella tedesca, o di quella italiana, che, se permette, semplicemente NON esiste?! IL tedesco Schroeder (socialdemocratico) aveva idee, se permette, molto più “di destra” delle sue – cosa la unisce a Rutelli, che è passato dall’estrema “radicalità” a un centro-sinistra. e poi a chissà dove? non era più logico stare in un “grosso” partito e, eventualmente, influirne il percorso dall’interno?? naturalmente questa è la mia opinione, cioè quella di un “autonomista di centro che guarda a sinistra” – comunque auguri… spero che non si tratti di una scelta così scellerata come a me sembra—-

  14. il manifesto e perfetto
    ora bisogna lavorare
    per formare la squadra
    del cambiamento e del buon governo
    e sopratutto
    il leader
    con stima
    bartolomeo

  15. il manifesto è perfetto
    ora bisogna lavorare
    per formare la squadra
    del cambiamento e del buon governo
    e sopratutto
    il leader
    con stima
    bartolomeo

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