Il blog di Lorenzo Dellai

Post da Febbraio 2009

Digitale Terrestre

Febbraio 12, 2009 · 67 Commenti

Tra pochi giorni, il 15 febbraio, il Trentino aprirà alla televisione digitale. Da quel giorno e nelle zone di Trento e Rovereto, due canali (Rai2 e Rete4) saranno visibili soltanto sulle frequenze digitali. Entro ottobre e sull’intero territorio provinciale si completerà il passaggio dalla tv analogica, quella che ancora oggi guardiamo sugli schermi di casa, alla tv digitale. La novità porterà nuovi canali televisivi, maggiore qualità di immagine e nuove opportunità per gli utenti. Certo non mancheranno i disagi e per questo stiamo facendo il possibile per rendere più semplice ed equo questo passaggio. Il digitale terrestre mi permette di aprire un ragionamento che intendo condividere con tutti voi. È un ragionamento che investe l’intero sistema Trentino. La televisione digitale non è che il primo tassello di un Trentino All Digital, il Trentino del futuro a cui stiamo lavorando per consentire a tutta la popolazione di accedere ad un’unica piattaforma e scongiurare il rischio di un divario tecnologico tra la città e la periferia e, più in generale, tra il Trentino e il resto del Paese. Si tratta di un passaggio strategico, che segnerà la linea di confine tra un passato analogico ed un futuro digitale. È una sfida o, meglio, una risposta che con sempre maggiore forza arriva dalle persone, dalla società civile e dal mondo delle imprese. Il Trentino è una terra che ha da tempo fortemente investito sul fronte delle tecnologie. Alla tecnologia però noi vogliamo dare un’anima, un’identità. Da parecchi anni il Trentino, in virtù di un’Autonomia di Governo che non lo rende certo privilegiato, come alcuni vogliono far pensare, ma che al contrario lo rende responsabile sino in fondo delle proprie azioni e di un autogoverno che ha radici antiche – si propone come un laboratorio, come un luogo dove sia possibile coniugare, ad esempio tradizione, rispetto della natura, ricerca e innovazione. Ed è in un contesto come questo, glocal, dunque territoriale ma anche moderno e aperto al mondo, che si inserisce il ragionamento sulla transizione al Digitale Terrestre, che è una sfida per tutto il territorio e una prospettiva importante per un’amministrazione sempre più efficiente e trasparente, che potrà essere tale anche attraverso il mezzo di comunicazione più usato: la tv. Tra i primi potremo sperimentare tutte le opportunità del nuovo sistema: più informazione, più interattività, più possibilità di superare anche il deficit di accesso a queste nuove tecnologie che è uno dei grandi punti della democrazia moderna. In Trentino la tecnologia digitale terrestre è una prospettiva di sviluppo che consente di attivare nuovi canali di comunicazione col cittadino-utente. Per fare un esempio i nostri tecnici stanno già lavorando alla diffusione di servizi sulla cultura e sulle lingue minoritarie, sul meteo, sulla viabilità, sull’agricoltura nonché su notizie istituzionali di impatto sul pubblico. In tal senso, si sta già lavorando a progetti nel campo della sanità, del Lavoro, della Cultura, della Formazione. Il mare è aperto e la prospettiva è di grande interesse. La Provincia autonoma di Trento di fatto si prepara ad avviare un processo che vedrà nei prossimi mesi (in anticipo sui tempi «italiani») il trasferimento sul digitale di due canali importanti (RAI2 e Rete 4) e nell’anno successivo (il 15 febbraio 2009), dopo che il Trentino, grazie anche ai contributi dello Stato e della Provincia autonoma di Trento, si sarà adeguato in anticipo sul resto dell’Italia al passaggio alla nuova era tecnologica, il trasferimento di tutti i canali sulla piattaforma digitale (ottobre 2009). Al fine di rendere meno problematica possibile la transizione tra i due sistemi televisivi abbiamo deciso di gestire in prima persona il progetto del digitale terrestre, interagendo con gli altri attori istituzionali (Ministero, Digtv e Provincia) e con quanti sono chiamati sul territorio a parlare e interagire con gli utenti, ovvero antennisti, installatori e rivenditori. In particolare con questi ultimi abbiamo promosso momenti di confronto e formazione, e stipulato delle convenzioni per garantire equità di spesa per tutti i cittadini. Credo che sia necessario fare squadra, perché solo così raggiungeremo l’obiettivo: offrire un servizio migliore al cittadino. Lo Stato italiano, in accordo con la Comunità europea ha deciso di stanziare circa 1,80 milioni di euro, da destinare all’acquisto di decoder. Non potendo – è la normativa europea a vietarlo – allargare questa forma di contributo statale all’intera popolazione, la Provincia autonoma di Trento ha scelto di destinare i soldi messi a disposizione dello Stato italiano ad una precisa fascia sociale: gli anziani dai 75 anni in poi che in Trentino sono circa 33 mila persone. Per loro è disponibile un buono di 50 euro da spendere per l’acquisto di un decoder interattivo, ovvero in grado di fornire servizi e funzionalità avanzate. Anche in questo caso, la scelta è della Comunità Europea e del Governo Italiano, secondo i quali il divario digitale si contrasta non con la semplice offerta di nuovi canali televisivi ma con servizi interattivi in grado di agevolare – ad esempio – il dialogo tra il cittadino e la pubblica amministrazione, e di cui ho accennato in precedenza in questo mio intervento. In ogni caso, i criteri di scelta dei servizi tengono conto della specificità della piattaforma digitale terrestre, che in prospettiva – lavorando soprattutto in alcuni campi specifici con il coinvolgimento della nostra Università, per avviare un progetto sperimentale – potrebbe comunque «interloquire» con le istituzioni per così dire interattivamente utilizzando i semplici tasti colorati. A favore degli anziani abbiamo messo in campo una risorsa ulteriore: la convenzione con due cooperative trentine che manderanno nelle case di trentini anziani il loro personale per aiutarli nella transizione. Infine, l’avvento del digitale terrestre sarà una grande sfida anche per la Rai e per le tv private (Rttr e Tca), con le quali la Provincia autonoma di Trento ha già avviato un proficuo dialogo. Non nascerà nessuna «TeleProvincia» – come già paventato in passato e questo è un mio impegno che intendo onorare fino in fondo – ma nasceranno invece nuovi canali di servizio per un utente sempre più esigente e sempre più in grado di vivere appieno la modernità dei nuovi diritti di cittadinanza

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