Ci sono momenti in cui ci si rende conto che la nostra corsa frenetica e quotidiana attraverso mille e mille impegni ci fa perdere il senso di molte cose.
Cose semplici e fondamentali di cui, e non è assolutamente retorica, senti la mancanza solo quando le hai perse.
Uno di questi momenti l’ho vissuto stamani nella Sala Stampa della Provincia dove ho partecipato ad un incontro con Yolande Mukagasana.
Più che partecipare, ho ascoltato come uno spettatore, un cittadino qualsiasi incredulo, sdegnato e spaventato di fronte a cose terribili. Lei è un’infermiera miracolosamente sopravvissuta al genocidio etnico in Rwanda: una storia di “ordinaria atrocità” raccontata con pacatezza, dignità e al tempo stesso con grande coraggio.
Avrei voluto che tutti i nostri concittadini l’avessero ascoltata; e mi sono sentito impotente, ma al tempo stesso fortunato, di vivere in una parte di mondo che ha lasciato dietro di sé la violenza e le armi.
E non ho potuto fare a meno di pensare a quanto sia difficile mantenere le condizioni della pace, della convivenza civile, della solidarietà e della fratellanza.
Madam Yolande Mukagasana ci ha detto che l’odio, e quindi il genocidio, non conoscono confini: il minimo che possiamo fare è impegnarci tutti al massimo per non lasciare mai inaridire il terreno su cui far germogliare i semi dei diritti universali dell’umanità.
Post da Novembre 2008
Pace e diritti umani: conquiste da difendere, per tutti
Novembre 21, 2008 · 6 Commenti
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Grazie!
Novembre 10, 2008 · 35 Commenti
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Enrico Letta a Trento
Novembre 10, 2008 · 1 Commento
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Elezioni
Novembre 10, 2008 · 5 Commenti
Vi invito a visionare i risultati aggiornati in tempo reale qui…
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Da che pulpito!
Novembre 7, 2008 · 8 Commenti
La destra leghista ha chiuso la sua campagna elettorale portando in Trentino, praticamente, l’intero Governo della Repubblica. I Ministri Bossi e Tremonti, direttamente presenti ed il Presidente Berlusconi attraverso un’intervista pubblicata su un quotidiano locale.
Troppo onore per chi, come il sottoscritto, si trova dunque di fronte non un concorrente, ma, appunto, l’intero gruppo dirigente al governo del Paese.
Comunque non ci intimidiamo. Il Ministro Bossi ha cercato di rassicurare i trentini sul federalismo fiscale, ma io non sono affatto rassicurato: il federalismo fiscale ci costerà fra i 460 e i 680 milioni di euro all’anno. Cifre alla mano: non teorie politiche.
Il Ministro Tremonti, per contro, ha proposto ai trentini il “federalismo demaniale”. Ci darebbe “per il prezzo simbolico di un euro” i beni demaniali dello Stato (che in Trentino sono costituiti dal palazzo dove vive e lavora il Commissario del Governo e da poco altro) ma in cambio, col federalismo fiscale ci “alleggerisce” almeno di un buon 10% del nostro bilancio.
Ma la cosa più sconcertante è che il Presidente Berlusconi, nella sua intervista, ha invitato i trentini a liberarsi della “cupola del malgoverno” e della ormai famosa “magnadora”. Da che pulpito! Non so, ovviamente, come reagiranno gli elettori trentini a questi ultimi fuochi d’artificio: confido comunque che lo sconcerto non sia solamente il mio.
Una chiusura per voi, con voi: la nostra gente
Novembre 7, 2008 · 4 Commenti
Siamo agli sgoccioli ormai. Finalmente ci siamo. Una campagna elettorale che sarà ricordata come una delle più lunghe e faticose, caratterizzata oltremodo dai toni accesi e gli attacchi gratuiti –spesso senza ragion d’essere – da parte di alcune forze politiche, domenica avrà il suo responso.
Dopo i tanti chilometri percorsi, le tante persone incontrate ed ascoltate, le tante parole dette, adesso la palla passa in mano alla gente.
Certo, in questi mesi quello che mi è premuto fare, come sempre del resto, è stato proprio essere vicino alla gente, ascoltare le loro preoccupazioni, capire le loro paure e cosa si aspettano concretamente che la politica faccia per dare risposta alle loro esigenze.
In molti hanno cercato, con modalità differenti, di impedire il dialogo con i cittadini sollevando inutili polveroni, distogliendo l’attenzione da quelli che sono realmente i problemi della nostra terra e quelli che ci troveremo ad affrontare in un futuro incerto, alla vigilia di una profonda fare di recessione.
Credo comunque di essere riuscito a farlo e che, nonostante tutto, la gente abbia capito l’importanza di avere dei progetti ed una visione di lungo periodo seria, attenta alle vere questioni e alle sfide che il nostro Trentino si troverà ad affrontare.
Una conferma ulteriore la trovo quando, sempre più spesso in questi giorni, mi viene posta da molti la domanda: “Ha visto che per la chiusura i suoi avversari hanno mobilitato mezzo governo nazionale? Lei cosa sta organizzando?” (continua…)
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Dellai-Durnwalder
Novembre 7, 2008 · Lascia un Commento
Lunga e amichevole telefonata con il collega Luis Durnwalder. Scambio d’informazioni sull’avvio del dialogo politico in provincia di Bolzano per la nuova giunta.
Appurata l’infondatezza delle notizie politiche diffuse ieri dalla consigliera leghista Artioli.
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Antonio Rosmini
Novembre 7, 2008 · 3 Commenti
Un mio amico dell’UDC, Andrea Zambelli, ha ricordato durante un incontro
pubblico a Cembra una frase di Antonio Rosmini. Mi ha molto colpito. Eccola
“Non sono i soli monarchi che aspirano all’onnipotenza: tutti gli uomini ne
portano innato l’istinto. Quando voi vedete alcuno che stride e schiamazza
contro il dispotismo di un Governo, non correte subito a crederlo un
grandissimo liberale: badate piuttosto se il dispotismo che egli aborre
cotanto nel Governo esistente, lo aborra ugualmente per se stesso: questo è
quello che è difficile a rinvenirsi; il vero liberalismo sta nell’infrenare
il dispotismo proprio, più ancora che l’altrui. L’esperienza mostra che
quelli, che più l’amano per sé, sono i più furiosi combattenti contro il
dispotismo esercitato dagli altri; ed è ben naturale che i meno atti a
portar pazienza siano quelli che hanno un carattere violento, un’anima da
despoti.”
(A. ROSMINI, La Costituente del Regno dell’Alta Italia in Scritti politici,
a cura di U. Muratore, Edizioni Rosminiane Sodalitas, Stresa 1997).
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Obama, il sogno che ritorna
Novembre 5, 2008 · 10 Commenti
Stamani ho iniziato la giornata di buon umore, perché quando un bel sogno si avvera, anche se a migliaia di chilometri da qui, non posso che essere felice e sentirmi anch’io, in qualche modo, parte di quel sogno.
L’America ha scelto Barack Obama, ed è evidente che non si tratta una scelta come le altre. Innanzitutto per il dato politico: Obama segna la fine di quell’ideologia liberista radicale che per troppo tempo ha tenuto separate la politica e l’economia, nella convinzione che la seconda non avesse bisogno della prima. I risultati di quell’ideologia – in parte già visti alcuni anni fa in paesi come l’Argentina (e tanti trentini se lo ricordano bene!) – sono oggi sotto gli occhi di tutti: la crisi finanziaria partita dagli Usa si è diffusa in tutto il mondo, mettendo in difficoltà milioni di famiglie e di imprese. Sotto questo profilo Obama incarna, credo, il buon senso di chi capisce benissimo che invece politica ed economia devono essere alleate, per perseguire obiettivi di sviluppo equi e condivisi, per indirizzare le energie dei mercati, dell’intera società, verso il bene comune. Nel suo piccolo, lo stesso Trentino ha sempre coltivato questa idea. Lo ha fatto fin dai tempi delle prime cooperative, che erano anche i tempi dell’emigrazione; lo ha fatto con più strumenti, più consapevolezza, più esperienza, dopo il varo dell’Autonomia, e continua a farlo oggi, con il concorso di tutte le forze attive della società.
Obama però è anche il sogno, lo sappiamo tutti. Il sogno di un ragazzo nero, di colore, afroamericano, o come volete chiamarlo, un ragazzo nato nel paese di Abramo Lincoln, il paese costruito, anche, con la fatica, il sudore, la costrizione di milioni di africani strappati alla loro terra con la forza. Un ragazzo senza ranch e pozzi petroliferi, figlio di padre kenyano, che cresce, studia, fa le sue esperienze, decide di mettere la sua vita al servizio di un’idea dell’America, e di un’idea del mondo. Come dimenticare che fino agli anni ’60, fino alle riforme del presidente Johnson, sull’onda del grande movimento per i diritti civili, ancora in molti stati degli Usa gli afroamericani erano cittadini di serie b? Obama che pronuncia il suo primo discorso da presidente, che ripete “Yes, we can”, “sì, noi possiamo”, fa sognare anche me, anche noi. Ci fa sognare una politica libera dalle paure ossessive e dai risentimenti, protesa verso il futuro, capace di entusiasmare i giovani e di rassicurare gli anziani, ci fa sognare una democrazia che sia veramente di tutti, anche di chi parte svantaggiato, soprattutto di chi parte svantaggiato, perché se la democrazia non serve a questo, a riequilibrare, a correggere le ingiustizie, a cosa mai dovrebbe servire? Ci fa sognare un mondo che ritrova slancio, ideali, un mondo che coopera, un mondo in cui le nazioni più forti mettono la loro forza al servizio di quelle più deboli, un mondo che inventa nuove risposte per problemi sempre più complessi. Questo è il mondo in cui voglio vivere. Questo è il mondo in cui anche i trentini – ne sono convinto – si riconoscono.
Ed il fatto che un nero entri da Presidente alla Casa Bianca, fa apparire ancora più fuori dal tempo la campagna di chi, anche in Trentino, chiede i voti col motto “via gli stranieri”.
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Territorio e tradizione: una “ricetta alternativa”
Novembre 4, 2008 · 2 Commenti
Grande piacere mi ha fatto vedere anche quest’anno una così vasta partecipazione ed apprezzamento per “Fà la cosa giusta”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili svoltasi nei giorni scorsi a Trento.
Un boom di visitatori che testimonia come, specie in un periodo difficile e di crisi generale quale quello che stiamo attraversando, sia importante riscoprire le cose semplici e “genuine”. Far ricorso a ciò che abbiamo “in casa”, che il nostro generoso territorio ci mette a disposizione.
La constatazione che sempre più la società pone attenzione alla riscoperta e ad un maggiore utilizzo dei prodotti biologici, ad uno stile di vita “sostenibile” e attento anche alle piccole buone pratiche di tutti i giorni, sono testimonianza lampante di come in periodi anche di crisi energetica e finanziaria l’alternativa possa essere una delle soluzioni possibili.
In questo credo anche il nostro territorio possa e debba giocare un ruolo importante, da protagonista.
Il nostro Trentino da sempre si è dimostrato attento alle iniziative che promuovessero una maggior qualità della vita di chi lo abita. Lo si è fatto investendo sull’incremento dell’attività sportiva e sul sistema sanitario.
Ora credo sia interessante intraprendere anche un altro filone di interventi che vadano ancor più a coinvolgere i diversi soggetti che “abitano” il nostro territorio.
Penso ai tanti agricoltori, allevatori, e produttori che con fatica e sacrifici riescono a tirar fuori il meglio della nostra terra.
Ecco, mi piacerebbe riuscire a dar vita a delle iniziative che sostengano una buona e sana alimentazione, basata sui prodotti stagionali e legati alla terra.
Recuperare i nostri prodotti, le nostre tipicità che hanno reso celebre il nostro Trentino in tutto il mondo e che tutto il mondo ci invidia. Rafforzare ulteriormente il legame con il territorio e la nostra identità locale, e diffondere al tempo stesso buone pratiche e stili di vita consapevoli.
L’idea di una “filiera corta”, che parta direttamente dai nostri produttori per arrivare a coinvolgere i settori della ristorazione e della distribuzione, le famiglie, ma soprattutto il sistema scolastico.
Riproporre un legame con il territorio che passi anche dalle nostre tipicità, dalle tradizioni e dalle identità locali, credo possa essere uno degli scenari possibili ed alternativi alla globalizzazione forzata imposta dalla moderna società.
In questo senso credo le proposte possano essere tante, valide ed interessanti, specie per le nuove generazioni.
Ed anche in questo il Trentino può ancora una volta rivelarsi un laboratorio del “ben-essere”, in cui natura, alimentazione – unite alle tante possibilità di attività fisica che il territorio offre – possono rivelarsi piacevoli sorprese strategiche, utili alla salute e a rinsaldare il legame con il nostro patrimonio di valori e tradizioni nella nostra quotidianità. Anche a tavola …
Ho visto che recentemente la regione Toscana ha lanciato l’idea della “Piramide Alimentare Toscana”. Qualcosa di simile siamo già oggi in grado di farlo anche noi. E dobbiamo farlo.
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