Il blog di Lorenzo Dellai

Post da Settembre 2008

L’integrazione degli immigrati passa per i sentieri della Sat

Settembre 30, 2008 · Lascia un Commento

Ogni tanto per fortuna i giornali riportano anche notizie positive (e dovremmo abituarci a farlo anche noi sui nostri blog). Ieri, ad esempio, Franco Giacomoni, il presidente della Sat, la storica società alpinistica trentina, raccontava in un’intervista all’”Adige” che i primi satini extracomunitari sono una  realtà. Si tratta di alcuni bambini marocchini, coinvolti nelle attività che Sat e Sosat organizzano per i più giovani.
In questa notizia c’è tutto: c’è la montagna come un grande patrimonio collettivo, che fa incontrare ancora oggi persone di culture diverse, come accadeva in passato quando sui sentieri e attraverso i valichi transitavano lingue, merci, storie, abilità artigianali, tradizioni, perché le regioni dell’arco alpino hanno sempre vissuto di questo rapporto osmotico, non avrebbero potuto fare altrimenti, e sbaglia chi vede nei monti solo delle barriere. C’è poi la società trentina come realmente è, al di là delle paure irrazionali sollevate dalla Destra, al di là degli stereotipi, del razzismo strisciante di certi comportamenti che per fortuna appartengono solo a una minoranza: un Trentino dove gli stranieri vivono, lavorano, fanno crescere i loro figli fianco a fianco con la popolazione residente. Un Trentino dove le persone contano per come si comportano e non per il colore della loro pelle. Un Trentino che grazie alla scuola e alle associazioni si dimostra capace di integrare le nuove generazioni, i figli di quei migranti venuti da lontano in cerca di un lavoro, certo, ma soprattutto di un futuro migliore. Bene, il futuro, per molti di loro, è arrivato: il futuro è fatto di piccoli-grandi eventi come questo, l’ingresso di bambini di origine africana nella Sat, “tempio” dell’alpinismo trentino forte di ben 24.000 soci, come a dire il cuore della nostra identità di terra di montagna. Vi pare questa un’invasione? A me proprio no: mi pare una cosa bellissima che mi riempie di speranza per il futuro.

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Cura dimagrante?

Settembre 29, 2008 · Lascia un Commento

“Le ricche province autonome dovranno fare una cura dimagrante”. Non è una frase del Ministro Brunetta o del Governatore Galan. E’ la dichiarazione sconcertante fino al limite dell’incredibile di un candidato alla Presidenza della Provincia autonoma di Trento, il senatore Sergio Divina.
Non sapendo come rispondere alla mia osservazione riguardante le oggettive conseguenze del federalismo fiscale sulla finanza della nostra Provincia, il candidato della Destra Leghista non ha trovato di meglio che esprimersi così.
Può darsi, anzi è senz’altro vero, che la struttura amministrativa della Provincia debba fare una cura dimagrante: da qualche tempo l’abbiamo già iniziata. Tuttavia, personalmente non vedo nessuna buona ragione e men che meno nessuna utilità per i trentini, per far fare una “cura dimagrante” al bilancio della Provincia autonoma, cioè alle risorse a disposizione della nostra autonomia.
Ad ogni buon conto, se “cura dimagrante” deve essere, preferisco che la dieta se la scelgano i trentini e non sia decisa dal Governo di Roma.
In ogni caso, da qualsiasi punto di vista la si guardi, proprio anche in base alla risposta del candidato leghista, la questione del federalismo fiscale si conferma sempre di più come una auspicata opportunità per la Padania e come un temuto danno per il Trentino.

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Il video con la presentazione della coalizione per le elezioni amministrative 2008

Settembre 29, 2008 · 2 Commenti

Mezzolombardo, 27 ottobre 2008

a seguire sul mio canale Youtube le altri parti del video

Qui invece il pdf.

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EDUCA. Un successo dedicato a Matteo, ai troppi Matteo

Settembre 28, 2008 · 2 Commenti

E due. Dopo il Festival dell’economia, ormai radicato a Trento, grande successo ha ottenuto EDUCA, svoltosi da venerdì ad oggi a Rovereto.
Era il numero zero, ma il successo di contenuti e di pubblico è andato oltre ogni previsione. Soprattutto è  apparso incredibilmente positivo il clima che si è respirato.  Così antitetico rispetto al  “format” in auge nel nostro paese in questo momento.
Tutto bene, dunque e  grazie a chi ha avuto l’idea e a chi ci ha lavorato con passione.  Ma proprio il successo di EDUCA ci pone riflessioni ancora più profonde.
Parlare di EDUCAZIONE a tutto tondo, come bene si è fatto e si farà ogni anno a Rovereto, ci richiama infatti ad un dovere di ascolto e di amore verso i ragazzi, in questo complesso e difficile tempo.  E’ veramente difficile percepire ciò che si agita dentro il mondo dei nostri ragazzi, i quali abitano territori nuovi, percorrono vie inesplorate, faticano con le loro fragilità e le loro paure intorno a nuovi valori, nuovi stili di vita, linguaggi a noi sconosciuti.
Non c’è EDUCAZIONE senza  la sofferenza del farsi carico di tutto ciò; senza l’inquietudine che deriva dal non voler assolutamente rinunciare a nessuno dei talenti nascosti, talvolta molto nascosti, in ciascuna persona resa preziosa dalla sua irripetibilità e irriducibilità.
Ecco, la gioia grande per il successo di EDUCA si “incarna” subito in modo urgente e doloroso nel ricordo di Matteo, dei tanti, troppi Matteo.
Tutti noi ne siamo inquietantemente interrogati proprio sul  piano della nostra capacità di ascoltare, di capire, di testimoniare: insomma, di “educare”.

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Tasse e gambe corte

Settembre 28, 2008 · Lascia un Commento

Le bugie hanno le gambe corte”; questo ho sempre sentito dire, fin dall’infanzia, e nella mia esperienza di vita ho sempre trovato conferma di come questa piccola perla di saggezza.

Prediamo la questione delle tasse: Divina, sulla scia di Berlusconi, prima ha detto che in caso di vittoria le avrebbe abbassate, ora sembra porsi un obiettivo più modesto, quello di non aumentarle. Ciò che il candidato della Lega sottintende è che il governo di centrosinistra non ha fatto, su questo terreno, il suo dovere. Il suo “cavallo di battaglia” preferito, in questo momento, sono le accise sulla benzina, nate addirittura sotto il fascismo (per contribuire a coprire i costi della guerra d’Etiopia, per essere precisi).

Ora, io non so più come dirlo, visto che l’ho fatto più e più volte: la Provincia autonoma di Trento non ha nessuna possibilità di ridurre o eliminare le accise sulla benzina. La Provincia, in base allo Statuto di autonomia, riceve i nove decimi delle accise (così come delle altre tasse statali) ma non può decidere al posto dello Stato di aumentarle, diminuirle o toglierle. Chi dice il contrario dimostra o di non conoscere bene la nostra Autonomia o di avere le gambe corte.

Se anche la Provincia rinunciasse a ciò che le spetta – in base allo Statuto – per il cittadino non cambierebbe nulla: continuerebbe a pagare la benzina la stessa cifra. Cambierebbe però che i suoi soldi non gli tornerebbero indietro sotto forma di servizi provinciali, come invece succede ora; andrebbero direttamente a Roma.

A volte si porta ad esempio le misure di alleggerimento del costo della benzina adottate in alcuni territori che confinano con paesi non appartenenti all’Unione europea, per evitare che i loro cittadini vadano a fare il pieno oltrefrontiera: ma questo non è il caso del Trentino, che non confina con la Svizzera o la Slovenia. In quanto all’Alto Adige, ha fatto una legge che eroga dei contributi alle famiglie che vivono a pochi chilometri dal confine del Brennero: riguarda una minoranza di persone, come ben sa chi qualche volta ha fatto benzina da Salorno in su, e si tratta comunque di contributi, non di una riduzione delle tasse. Contributi come i tanti che la Provincia autonoma di Trento eroga ai suoi cittadini.

Quello che posso dire per certo – e non sono promesse, sono cose già realizzate – è che la Provincia ha fatto tutto quello che poteva fare per ridurre le tasse a carico di cittadini e imprese. In particolare: ha ridotto fino al minimo possibile l’Irap – cioè l’imposta regionale sulle attività produttive, sulla quale ha voce in capitolo – per la generalità delle imprese e ha esentato dal pagamento le onlus e le case di riposo (consentendo quindi anche per questa via di contenere le rette). Parliamo di un risparmio per le imprese di circa 70 milioni di euro all’anno. E queste non sono “parole”: sono il contenuto – o meglio uno dei contenuti – della Finanziaria 2008 della Provincia autonoma di Trento.

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Live blogging

Settembre 27, 2008 · 1 Commento

Dalle 17.30 circa di oggi, live blogging della presentazione della coalizione per le elezioni amministrative del 26 ottobre.

Qui il link per seguire il blog live

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Lo spot tv

Settembre 24, 2008 · 9 Commenti

Abbiamo terminato lo spot tv per la campagna elettorale.
Naturalmente il vostro commento è gradito.

Ecco il video!

Categorie: Politica · multimedia
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Il mio programma

Settembre 23, 2008 · 3 Commenti

Ho appena depositato all’Ufficio elettorale il programma, qui il pdf.

Qui sotto invece la premessa, ho voluto inserirla tutta, nonostante la netiquette mi sia avversa, perchè credo sia importante, scusatemi:

Assieme alla coalizione che mi sostiene, presento un programma essenziale nella forma e chiaro nei contenuti fondamentali, come si chiede a chi si ricandida per la guida della comunità in un momento carico di incertezze ed inquietudini.
Ringrazio le elettrici e gli elettori per l’esperienza straordinaria che mi hanno consentito di vivere in questi cinque anni ed esprimo assoluta fiducia nella loro capacità di scegliere, il prossimo 26 ottobre, la proposta migliore per il futuro. Ringrazio le forze politiche della mia coalizione, con la quale mi impegno a lavorare collegialmente, rispettando e valorizzando il ruolo della politica. Ringrazio soprattutto le donne e gli uomini che hanno accettato di candidare nelle nostre liste, assicurando così al comune progetto la ricchezza di tante sensibilità culturali e sociali e mettendo la propria persona e la propria credibilità al servizio della comunità.
Si tratta di una coalizione fortemente innovativa, che va ben oltre gli esclusivi schemi nazionali e si configura come una proposta originale; costruita in Trentino e per il Trentino; composta da forze politiche a matrice nazionale ed a matrice territoriale che hanno avuto il coraggio di intraprendere una via nuova di collaborazione per corrispondere all’interesse della Comunità Trentina.
Rivolgo un appello sincero affinché chiunque abbia competenze e proposte da mettere a disposizione del nostro percorso, si faccia avanti ed assicuri il suo contributo di idee e di disponibilità. Il nostro progetto richiede l’apporto dei migliori talenti della comunità.
Solamente con il protagonismo e la partecipazione di molti, infatti, riusciremo a:
•    tenere unite le nostre comunità, rafforzando così l’anima della nostra Autonomia;

•    riconoscere i veri bisogni delle persone e delle famiglie, i bisogni più tradizionali ma anche quelli più nuovi e, dunque, difficili da cogliere;

•    rimettere in circolo la democrazia e far rinascere la passione per una politica rispettosa dei principi di sobrietà e trasparenza e innervata di rigore morale;

•    condividere la visione del Trentino tra vent’anni, quello dei nostri figli, e orientare su di essa tutte le energie pubbliche, private e collettive della comunità, sentendosi pienamente partecipi di una scommessa unificante.

I prossimi cinque anni saranno decisivi per la nostra Autonomia.
Essa va difesa di fronte agli attacchi che provengono, da molte parti, con disinformazioni e denigrazioni utili solamente a definire le responsabilità che noi esercitiamo da anni su quasi tutti i campi, come presunti privilegi dei quali noi saremmo ingiustamente beneficiari.
Noi non dobbiamo affatto giustificare perché siamo più autonomi degli altri, poiché il nostro assetto istituzionale è frutto della peculiare storia della nostra terra, la cui originalità è stata “riconosciuta” come “interesse nazionale”, internazionalmente tutelato.
La nostra autonomia speciale va difesa anche di fronte al cosìddetto “federalismo fiscale”, con il quale lo Stato intende rafforzare i poteri e le risorse finanziarie delle Regioni Ordinarie, venendo incontro soprattutto alle richieste pressanti di territori economicamente forti come Veneto e Lombardia.
Si tratta di un processo che va attentamente seguito, per cercare di ridurre al minimo i danni che esso comporterà alla finanza della nostra Autonomia.
Non basta però la pur doverosa azione di difesa.
Noi vogliamo valorizzare la nostra Autonomia come modello di convivenza, di coesione, di innovazione sociale e culturale.
L’Autonomia è per noi, prima di tutto, espressione di una società capace di auto-organizzarsi; ispirata dai valori della solidarietà; irrobustita dai principi della responsabilità personale e collettiva.
E, soprattutto, di una società ben consapevole delle proprie radici ma nel contempo proiettata nel futuro

Un territorio si interpreta, infatti, guardando avanti, verso quello che vogliamo essere ed avere. Non c’è futuro senza scommessa, facendo pesare troppo il timore di perdere quello che già si è e si ha.
Compito della politica è perciò aprire prospettive di sviluppo pur in un mondo dove trovare spazio è certamente più difficile e meno scontato che in passato.
Ma proprio per questo vogliamo un Trentino che pensi e lavori, unito, considerando le opportunità che ancora ci sono, e sono molte, piuttosto che soppesando, rimanendone prigioniero, i timori e le paure di chi guarda solo al presente.
Vogliamo investire i prossimi cinque anni per promuovere uno sviluppo che sia al tempo stesso crescita economica, inclusione sociale, rispetto per il territorio, nuovo benessere per tutti e contemporaneamente attiva solidarietà per chi è più debole.
Per questa ragione, prima di indicare i punti programmatici con i quali vogliamo distinguere il nostro progetto, intendiamo evidenziare cinque progetti trasversali intorno ai quali chiamare a raccolta le migliori energie del Trentino.

Sviluppare l’economia.
Ci concentreremo su competitività, produttività, ricerca e innovazione. Lo sforzo sarà quello di rendere visibile e coordinato l’insieme degli strumenti a disposizione delle imprese, puntando su una governance adeguata per cultura e organicità.

Sviluppare la competitività territoriale.
Lavoreremo per l’efficienza del sistema Trentino dal punto di vista delle infrastrutture, della qualità della burocrazia, dell’integrazione dei servizi, della messa in circuito di tutte le risorse del nostro territorio.

Sviluppare le risorse umane.
Garantiremo un investimento straordinario e continuato, a partire dalla scuola materna, per promuovere la scoperta e la valorizzazione dei talenti, evitando la rincorsa perpetua alle inadeguatezze. Analoga attenzione sarà riservata a tutte le opportunità di alta formazione dopo il corso degli studi e lungo l’intero arco della vita lavorativa.

Sviluppare l’inclusione sociale.
Punteremo su nuove misure a favore delle fasce più deboli, ma presteremo particolare attenzione alla “fascia centrale” delle nostre famiglie, che fatica sempre di più a rapportarsi con la caduta del potere di acquisto di stipendi e salari e con modelli culturali che mettono in crisi i rapporti intergenerazionali.

Sviluppare la risorsa territoriale.
Perseguiremo una visione unitaria di investimento sul territorio, che sappia declinare utilizzo e tutela intelligente, tenendo conto che il pregio ambientale, in Trentino, non è solo un vincolo, ma anche una risorsa da giocare in modo nuovo ed originale, svolgendo un ruolo responsabile per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici e per evitare ulteriori perdite di biodiversità.

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Ci ho riflettuto a fondo…

Settembre 17, 2008 · 52 Commenti

Inutile negarlo. E’ un momentaccio.
E’stata una legnata a freddo, arrivata in un periodo già difficile per il rapporto tra politica e pubblica opinione, a poche settimane dal voto.
Confesso che non mi interessano qui tanto i clamori delle forze politiche. Quelli passano e sono comunque scontati in una campagna elettorale.
Mi interessano gli effetti che l’operazione “Giano Bifronte” avrà sul giudizio che la gente si forma nei confronti di tutti noi politici. Quello invece rimane; si sedimenta e in un periodo di preoccupazione già forte per i problemi di ogni giorno delle famiglie e delle imprese, rischia di travolgere anche i molti che si impegnano con generosità e onestà.
Non è da oggi che faccio politica e rivesto cariche di “potere”: non ho mutato il mio stile di vita personale e familiare; non sono mai stato sfiorato neppure lontanamente da un solo sospetto. Ma oggi, girando per città, per la prima volta mi sono sorpreso a chiedermi cosa pensassero di me quelli che incontravo; se avessero ancora la percezione della mia credibilità personale e morale, che è la cosa per me più importante. Per chi, come me, non è un cinico (anche se passa per “navigato”) e considera che la politica non ha senso senza un suo fondamento etico, una situazione di questo genere (così impalpabile se ti chiedi: “ma tu che hai fatto di male?” e tuttavia così invasiva nel tuo rapporto con l’opinione pubblica) può indurre a gettare la spugna.
Ci ho riflettuto a fondo, fin da ieri mattina.
A dire il vero, in queste ore sono stato combattuto, assolutamente indeciso e sconcertato.
Ma ora sono giunto alla conclusione che è nei momenti più difficili che si vede – se c’è -  il carattere delle persone. Anche dei leaders politici.
Ho anche pensato che non posso tradire le tantissime persone che dimostrano di credere in me e di condividere un progetto politico e di governo per il Trentino portato avanti con generosità, pulizia e rigore morale.
Dunque: lo so che è dura, ma io sono ancora più tenace!
Non voglio buttare al vento un patrimonio di fiducia e di militanza e non voglio regalare il governo del Trentino alla destra leghista. Quanto meno non prima di una battaglia che condurrò con serenità, ma anche con determinazione. E con entusiasmo.
Ho incontrato stamani Silvano Grisenti; sta valutando quale decisione sia più opportuna.
Sono sicuro della sua personale onestà e della sua buona fede.
Ma il ruolo che riveste ed il momento che attraversiamo gli impongono – e lui ne è consapevole – decisioni non facili sul piano personale.

Lorenzo Dellai

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